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Spettacolo di non facile accesso L’isola dei pappagalli con Bonaventura prigioniero degli antropofagi di Sergio Tofano e Nino Rota portato in scena da Antonio Latella. Nel primo tempo il viaggio fantastico, che molto somiglia al correre dei ricordi, di Bonaventura, un vecchietto un po’ trascurato in carrozzella con la bombetta rossa, e del suo fido Bassotto alla ricerca del tesoro perduto; un profluvio di invenzioni e giochi. Nel secondo Bonaventura sembra entrare pi a fondo nel mondo del suo immaginario, popolato di ombre colorate nel quale si pu riprendere a camminare e a ballare un tango con Bassotto. Tutto possibile, sempre dondolando sull’onda della memoria, con tutto quello che il ricordo pu portare con s, in primo luogo la malinconia, un senso d’astrazione e uno di contaminazione, epoche e stili. Bravi tutti gli interpreti, Francesco Manetti, Bonaventura, e Michele Andrei, Bassotto, sono una coppia divertente, astratta e concreta. Tutto sembra svolgersi nell’immaginario di chi vuole recuperare il sentire dell’infanzia. Spettacolo molto cerebrale, a tratti noioso, quasi ingolfato, che per ben racconta come recuperare l’infanzia possa indurre inquietudine.

5 giugno 2019 (modifica il 5 giugno 2019 | 17:31)

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