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Il labirinto più grande del mondo si riempie di musica, luci, suoni. Ambient, elettronica, sperimentazione. E stupore che si rinnova a ogni angolo: è LOST (Labyrinth Original Sound Track), il festival che inizia stasera al Labirinto della Masone di Franco Maria Ricci, nella campagna parmense.

Ci si perde, insomma, ma non è detto che non ci si ritrovi, magari diversi da come ci conosciamo. Lo spazio del labirinto di bambù diventa l’inizio del percorso per chi accetta la sfida: illuminato da bagliori e nebbie, è esso stesso un’installazione che prepara lo spettatore al dedalo di suoni nel quale perdersi ancora.

Per la prima edizione di LOST, in cartellone stasera i Cabaret Voltaire (esclusiva italiana), con una proiezione multischermo, poi Dasha Rush, che presenterà con Stanislav Glazov Antarctic Takt, viaggio immaginario verso un’Antartide astratta. E ancora, Ozmotic (i torinesi Riccardo Giovinetto e Simone Bosco), che hanno appena pubblicato per Touch Elusive Balance. Dal vivo si producono in uno spettacolo audio-video che “studia la dicotomia tra macchine e forme naturali, un equilibrio instabile che è la continua ricerca di nuovi approdi armonici”, come dice Giovinetto. Infine il collettivo Spime.im, con Exaland, performance immersiva (anche in VR / 360° tramite smartphone), in cui la musica diviene un paesaggio sonoro e crea un mondo lisergico in continuo mutamento.

Il secondo giorno la sfida va ancora oltre, con Ben Frost (esclusiva italiana), e il suo Widening Gyre 360° Surround Show, performance con diffusione a otto c anali, nella quale il suono avvolge il pubblico circolarmente, fino a diventare vero e proprio elemento fisico. Tim Hecker con Konoyo Ensemble presenterà in esclusiva il suo ultimo album, Anoyo. Completano la line up Giant Swan con la loro techno-non-techno, di bassi tremanti e rumori ipnotici, e Maria W Horn con le composizioni oscillanti tra strutture minimaliste ed elettronica di impatto sismico.





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