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«Ho passato dei momenti brutti, mi ripetevo che ero una brava persona, l’opposto che un ladro, che è la cosa più brutta di questo mondo». Marco Carta ha scelto la tv per raccontare la sua verità sull’accusa di furto di sei magliette (valore 1.200 euro) alla Rinascente di Milano. Il cantante si è affidato ancora una volta a Barbara D’Urso: alla conduttrice aveva già rivelato qualche mese fa il suo coming out, mercoledì dopo la mezzanotte era di nuovo lì, su Canale 5, a Live – Non è la D’Urso per offrire la sua ricostruzione dei fatti. «Sono molto molto scosso — ha detto tra mille frasi interrotte dall’emozione, lacrime comprese, la conduttrice che gli teneva la mano —, è difficile quando sei in un manicomio dimostrare che non sei pazzo». Riannoda i fili di quel venerdì sera: «Ero con una persona che è stata fermata, un’amica che conosco da tempo. Io avevo una busta con delle cose pagate, con regolare scontrino. All’uscita gli addetti alla sicurezza ci hanno fermato e abbiamo dovuto seguirli. Poi ho visto che toglievano delle magliette dalla borsa della mia amica: ero sconcertato, allibito, per me non era possibile. Alla fine ci hanno separato, siamo saliti su due macchine della polizia e ci hanno portato in cella».

Dopo il post su Instagram («sono una persona onesta e certamente non rubo»), Marco Carta ha voluto ribadire di essere estraneo ai fatti, anche se il padre della donna con cui era a fare shopping la vede diversamente: «Mia figlia si è presa la responsabilità per salvare lui». Ad accusare il cantante c’è anche un responsabile della sicurezza che era in servizio alla Rinascente e che ha messo a verbale di aver visto Carta entrare nel camerino e la donna passargli una maglietta alla volta e, alla fine, la borsa. Poi i due sono entrati nella toilette (dove sono stati trovati i sigilli antifurto tolti alle t-shirt) e quindi si sono diretti verso l’uscita. Le barriere antifurto hanno suonato perché le magliette avevano anche un secondo antitaccheggio più morbido e nascosto.

Dopo qualche ora in cella («mi sentivo un animale in gabbia») il giudice aveva deciso di non convalidare l’arresto per il vincitore di Sanremo 2009, ma il cantante dovrà comunque comparire il 20 settembre in tribunale per difendersi dall’accusa di furto aggravato. La notizia era diventata subito virale in Rete e sui social, migliaia di condivisioni, lo stupore per una persona famosa che cade, la gara a chi fa la battuta più divertente. Per la verità c’è tempo.

5 giugno 2019 (modifica il 6 giugno 2019 | 19:50)

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