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Massimo dissenso e invito al boicottaggio. I genitori che hanno perso i propri figli nella tragedia di Corinaldo non vogliono vedere Sfera Ebbasta a «X Factor». Il trapper è uno dei volti nuovi della giuria del talent di Sky, ma il suo nome purtroppo è associato — anche se non ci sono inchieste a suo carico — alla morte di sei persone (5 ragazzini e una mamma che accompagnava la figlia 11enne) uccise nella calca della discoteca Lanterna Azzurra: stavano aspettando l’esibizione (in ritardo) di Sfera Ebbasta quando qualcuno ha spruzzato nell’aria dello spray urticante scatenando prima il panico e poi la morte.

«Il Co.Ge.U., Comitato Genitori Unitario di Senigallia, costituito a seguito della tragedia di Corinaldo, esprime il suo massimo dissenso verso la società di Sky, per la scelta di affidare l’incarico di giudice a Sfera Ebbasta nel programma “X Factor” della prossima stagione. La notizia ha suscitato sentimenti contrastanti di sorpresa, delusione, confusione e rabbia. La società sarà libera di confermare la nomina: per il comitato invece tale scelta è una preziosa occasione di riflessione e partecipazione democratica attiva, per cui si propone a tutti di NON seguire il programma. Confida invece nel positivo lavoro della Magistratura che sta seguendo le indagini con serietà e rigore, da cui stanno emergendo gravi responsabilità di privati e istituzioni». Una presa di posizione meditata ma netta, a una settimana dall’annuncio della nuova giuria di «X Factor» (con Sfera Ebbasta, ci sono anche Mara Maionchi, Malika Ayane e Samuel dei Subsonica).

Per la pay tv una strada diversa rispetto a quella scelta dalla Rai che aveva deciso di porre il veto alla presenza di Sfera Ebbasta a «The Voice». Il trapper aveva infatti definito l’accordo per diventare giudice del talent di Rai2, ma l’ad Salini era intervenuto per bloccare l’operazione: troppo vicino il ricordo della tragedia, poco chiari i contorni delle responsabilità, inopportune certe uscite di Sfera. Dopo un unico post in cui si definiva affranto, Sfera infatti aveva ripreso — secondo molti — troppo presto a postare foto con supercar accompagnate da commenti («devo andare più veloce di chi mi odia») giudicati indelicati.

9 giugno 2019 (modifica il 10 giugno 2019 | 17:14)

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