Privacy Policy The Demon di DAY6 su Apple Music – Soundflower.it


Note dalla redazione I DAY 6, band pop rock con base a Seoul, continuano la loro odissea emozionale attraverso un canale complesso come quello della termodinamica. La serie Book of Us (Gravity ed Entropy, entrambi del 2019) lascia ora spazio a The Demon, che fa riferimento alla teoria del fisico scozzese del 19esimo secolo James Clerk Maxwell, secondo cui un immaginario “diavoletto” col ruolo di custode impedisce alle molecole opposte di mescolarsi, creando uno squilibrio. “Gli album di Book of Us nel loro insieme seguono fondamentalmente le forme dell’interazione umana”, spiega ad Apple Music Jae, il chitarrista solista. “È una serie sullo sviluppo dell’interazione sociale tra le persone. Il ‘diavoletto’ svolge la propria funzione, perché le relazioni umane, o l’equilibrio sociale, non sono sempre positivi. Il demone rappresenta la parte negativa.”

Musicalmente, la miscela di pop e alt-rock della band è come al solito piena di colori e tendente all’inno. Non manca una certa cadenza hip-hop, con il batterista Dowoon a puntare convintamente su cassa e rullante. Sul piano dei testi, il mood smorzato – che Jae paragona alla discesa di una singola lacrima – sembra particolarmente in linea con i tempi che viviamo. I DAY6 non avevano certo pianificato di pubblicare il loro sesto mini-album durante una pandemia globale. È semplicemente andata così. Ma non sarebbe potuto arrivare in un momento migliore. “Voglio che le persone sentano le canzoni e che si immedesimino, che tirino fuori quello che stanno provando”, aggiunge il cantante e bassista Young K. “Vogliamo solo dire: non siete soli.” Di seguito, Young K e Jae analizzano l’album, traccia per traccia.

Day and Night
Jae: “I punti di riferimento ce li ha dati [il fondatore di JYP Entertainment] J.Y. Park. Ci diceva che avremmo dovuto optare per una canzone più vivace, sul tipo dei pezzi con melodia ripetitiva radicalmente pop, e poi farne il nostro primo singolo.”
Young K: “L’abbiamo incentrata sulla teoria del diavoletto di Maxwell. Quando l’abbiamo proposta a un incontro, è stata accettata”.
Jae: “È stata davvero dura, perché J.Y. è un autore straordinario. Ha più di 50 numeri uno in Corea. È piuttosto difficile rispettare quello standard di eccellenza, ma siamo stati sorpresi di centrarlo al primo colpo.”

Zombie
Young K: “In Corea, c’è un modo dire secondo cui vivere una vita in maniera ripetitiva e senza niente di nuovo, priva di ogni emozione, è come essere uno ‘zombie’.”
Jae: “È come vivere in un guscio. E vogliamo precisare che abbiamo scritto questa canzone tanto tempo fa. Deve essere molto chiaro. Prima che uscisse la seconda stagione di Kingdom [una popolare serie coreana a tema zombie].”
Young K: “Volevamo scrivere della gente, noi compresi, che a volte vive la vita senza niente di nuovo. A Wonpil [tastierista dei DAY6] è venuta in mente la parola ‘zombie’, così abbiamo mescolato i testi di entrambi e l’abbiamo sistemata.”

Tick Tock
Jae: “‘Tick Tock’ parla della fine di una relazione. Arrivi a un punto in cui non hai più niente da dirti. Tutto l’amore è andato perso. È una nave che affonda. E, anche se è evidente, è come se nessuno volesse dire: ‘Credo che dovremmo lasciarci’. Quindi, ‘Tick Tock’ è il suono dell’orologio che senti nell’assoluto silenzio della stanza.”
Young K: “È stata scritta tempo fa, nell’estate del 2019.”
Jae: “Amiamo questo pezzo. Lo abbiamo tenuto in caldo per un po’. È una di quei pezzi agognati per i quali stavamo aspettando il momento giusto prima di pubblicarli. Pensavamo che sarebbe stata la nostra B-side preferita ma, ovviamente, è troppo bella.”

Love Me or Leave Me
Young K: “Le parole ‘love me or leave me’ [‘amami o lasciami’] vengono da quello che canticchiavamo. Poi abbiamo scritto tutto il testo. ‘Decide whether you’re going to love me or leave me’ [‘Decidi se mi amerai o mi lascerai’].”

STOP
Young K: “L’atmosfera del pezzo è basata sull’album Entropy. Mentre lo stavo scrivendo, me ne sono uscito con una storia: ‘Lasciamo perdere, ragazzi. Se non funziona, molliamo il colpo e basta’. Quella storia era più adatta a questo disco, perché c’è quel tipo di squilibrio.”

1 to 10
Young K: “Questa può rientrare nella teoria del diavoletto: ‘Ti darò qualsiasi cosa, nessuno ti ama più di me’ ma l’altra persona non prova la stessa cosa. Il carico emotivo che sento io non è lo stesso dell’altra persona, quindi c’è in atto questo sbilanciamento. Inoltre, in Corea, ‘tutto’ più significare ‘da uno a dieci’. Tipo: ‘Sono pronto, da uno a dieci’.”

Afraid
Jae: “Questa l’ha scritta Sungjin [chitarrista ritmico dei DAY6]. Quando l’abbiamo sentita, gli abbiamo detto: ‘Diventerai un solista, amico. È stupenda. È una specie di ritorno alle radici dei DAY6. È un pezzo rock moderno, super-emozionale, con un ritornello davvero grintoso. Anche le parole sono molto belle.”
Young K: “Parla di cose come: ‘Ho paura di portare troppi rischi nella tua vita. Ti sto rubando tempo, quando potrebbe essere molto meglio’. In poche parole, non vado bene per te.”

Zombie (English Ver.)
Young K: “Parla di quanto tutti si sentano emotivi. In coreano, con la traduzione, anche le altre persone possono percepirlo ma non nella maniera ottimale offerta invece del testo in inglese.”
Jae: “Quando traduci le parole dal coreano all’inglese, ci sono un sacco di frasi o di termini che non rendono perfettamente l’idea. Si tende a iper-semplificare o, al contrario, rendere tutto troppo complicato. L’abbiamo scritta in inglese, perché è un messaggio davvero globale in questi giorni ed è qualcosa che vogliamo tutti ascoltino. Qualcosa che, se possibile, riesca a fare stare meglio le persone, anche solo un po’.”



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